|
|
Siste, Viator!
Nel 1154 d.C., su richiesta del re Ruggero II di Sicilia, il cartografo arabo al-Idrisi scrisse il suo Geografia, un trattato in cui descrisse molti luoghi del mondo, vicini e lontani, che aveva visto durante i suoi lunghi viaggi esplorativi.
Il viaggio nel medioevo era quindi esplorazione, ma anche commercio, pellegrinaggio, crociata. A piedi, a cavallo o per mare i diversi popoli e regni, cristiani e non, venivano a contatto fra di loro ed intrecciavano numerosi scambi.
Così come nella loro vita, anche nella loro musica le reciproche influenze furono molte e spesso evidenti. Poeti e musici composero canzoni e danze che non rimasero costrette nei luoghi d’origine, ma viaggiarono con e senza di loro nel Mediterraneo, dando nuovi spunti ad altri artisti stranieri e, a volte, evolvendosi in componimenti del tutto nuovi.

Se oggi vogliamo tracciare un percorso nella musica della cristianità del secolo XIII, forse è proprio attraverso un viaggio musicale e letterario che, con un pò di immaginazione, è possibile riassaporare il vago profumo di quei tempi così lontani, eppure così pregni di fascino.
Allora “Siste, Viator!” : fermati per qualche secondo ed ascolta questa storia, pellegrino!
|