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Cantori
Dulcis Amor
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Ad amasiam.

Dulcis amor,
cuius clamor
resonat per aethera,
cuius cantus
mihi planctus
depenetrat viscera;

Dum rogatur,
convertatur
etas tua florida;
nam marcescet
et vilescet,
cum fuerit marcida.

O tam grave
crimen cave!
(dixi, dico denuo).
Non sum idem,
cui fidem
promisisti mutuo?

Quercus cesa,
fides lesa
prope sunt similia,
que truncata
et plantata
non emittit folia.

 

All'amata.

Dolce amore,
il cui nome
risuona per lo spazio,
il cui canto,
per me pianto,
nelle fibre mi penetra;

Se la pregano,
sia arrendevole
la tua età fiorita;
ché sfiorirà
e invilirà,
quando sarà appassita.

Da sì grande
colpa guardati!
(ti dissi e ti dico ancora).
Non sono lo stesso
a cui promesso
hai fedeltà scambievole?

La quercia tagliata,
la parola mancata
sono la stessa cosa;
la quale troncata,
pur rimpiantata,
non produce più foglie.

 
Fonte: Roma, Biblioteca Vaticana, Codice Vaticano Latino, 3251
Bibliografia: Vecchi Giuseppe, Poesia Latina Medievale, Guanda (1952)